BICI ELETTRICHE: ATTENZIONE ALLA CONFORMITA’ AL CODICE DELLA STRADA

bicicletta elettrica attenzione alal conformità al C.d.S.

bicicletta elettrica attenzione alal conformità al C.d.S.

BICI ELETTRICHE: ATTENZIONE ALLA CONFORMITA’ AL CODICE DELLA STRADA

Con il proliferare del bonus bici, del bike e monopattino sharing, anche a seguito della sponsorizzazione della smart mobility, in assenza di una legislazione chiara ed univoca, può capitare anche di imbattersi in brutte sorprese e pesanti sanzioni.

E’ quanto accaduto ad un malcapitato cittadino che è stato fermato in città mentre era in sella alla sua nuova bicicletta elettrica.

I Vigili gli hanno comminato non una bensì cinque sanzioni, provvedendo altresì al sequestro del mezzo.

In particolare gli Agenti hanno accertato la mancata copertura assicurativa del mezzo, la mancanza della patente di guida, la mancanza del certificato di circolazione ed immatricolazione, la mancanza della targa e la mancanza casco, oltre che procedere col fermo ed il sequestro del mezzo.

In pratica hanno considerato che la bicicletta elettrica appena comprata, fosse paragonabile ad un vero e proprio ciclomotore.

Il cittadino ha provato a spiegare agli agenti di aver acquistato il velocipede in un negozio in città, con tanto di fattura che riportava la dizione “velocipede elettrico a pedalata assistita 25 km/h (conforme art. 50 C.d.S.).

Per tale motivo era sicuro della perfetta conformità del mezzo, ma i vigili non hanno voluto accogliere le spiegazioni dell’utente.

Il cittadino ha provato allora a presentare un ricorso al Prefetto, ma quest’ultimo ha confermato le precedenti violazioni, stabilendo una multa di oltre € 2.700,00.

A questo punto, al cittadino non è rimasta altra soluzione che rivolgersi al Giudice di Pace, il quale fortunatamente ha accolto parzialmente il ricorso, annullando tutte le sanzioni, in quanto ha ritenuto che il ciclista “non avesse colpe”.

A parere del Giudice però il mezzo acquistato (in buona fede) dall’ignaro cittadino non rientrerebbe fra i “velocipedi a pedalata assistita”, ma è più assimilabile ad un ciclomotore elettrico: mentre il velocipede assistito, in cui occorre pedalare almeno per alcuni tratti, non necessita né di targa né di libretto, il ciclomotore a motore elettrico, che avanza per la sola spinta del motore, necessita invece di tali requisiti come previsto dal Codice della Strada.

Nel caso di specie la bicicletta in questione, poteva viaggiare anche senza pedalare.

I venditori, secondo il Giudice, di fatto traggono in errore i clienti sulla conformità al Codice del mezzo modificato, e per i compratori occorrerebbero delle cognizioni specialistiche per rendersi conto che la modifica pone il mezzo in una situazione di illegittimitità, in quanto la targa di immatricolazione e il certificato di circolazione di un mezzo non dipendono dalla volontà del compratore ma da quella del venditore. Secondo il Giudice di Pace, il malcapitato cittadino ha ritirato dal concessionario un velocipede modificato, cioè un mezzo che era al di fuori della legge, un aliud pro alio rispetto alle normali bici elettriche a pedalata assistita.

Per tale motivo il Giudice ha dissequestrato il mezzo, restituendolo al cittadino, subordinando però la sua messa in circolazione alla ricostituzione dello status quo ante conforme al Codice.

Purtroppo la legislazione che disciplina questo nuovo tipo di mobilità, spiega l’avv. Giovanni Longo, legale che ha patrocinato il cittadino, è ancora troppo poco chiara e lacunosa.

Comunque, per evitare guai, come prendere multe o rischiare addirittura il sequestro del mezzo, se il mezzo fosse fuori norma, sarebbe auspicabile conoscere bene l’attuale normativa di riferimento.

Quindi, prima di acquistare un nuovo mezzo  occorrerà ben informarsi sulle caratteristiche tecniche del bene, evitando così successive e brutte sorprese.

Il confine fra bici-elettriche e ciclomotori è molto labile: la normativa sulle bici elettriche stabilisce che, per essere considerati tali, i mezzi a due ruote devono rispettare i parametri indicati dalla direttiva 2002/ 24 CE. In tutti gli altri casi, le bici sono accomunate a dei ciclomotori e devono essere considerati come tali tanto dagli utilizzatori quanto dalle Forze dell’Ordine.

Su molti siti internet, oltre che, a questo punto, anche in negozi della città  si trovano tantissime e-bike belle e anche vantaggiose, ma spesso esse non possono circolare in Italia perché hanno più kw di potenza, o perché hanno diverse modalità di movimento, ovvero pedalata assistita ma anche l’acceleratore sul manubrio.

Allo stato vi sono varie proposte di riforma della normativa di riferimento, ma ancora non sono state discusse.

Già in altre città sono scattati i “blitz” per controllare i velocipedi, con spiacevoli sorprese per gli utilizzatori.

Ed anche nella nostra città constatiamo la presenza di numerosi mezzi, a questo punto, di dubbia conformità alle norme codicistiche.

Ci auspichiamoun intervento definitivo e risolutivo che ponga fine a questo stato di incertezza, relativo ad un fenomeno in forte espansione, peraltro incoraggiato dallo stesso Stato.

Al malcapitato cittadino cosa consigliare? Di tornare al negozio dove ha comprato il mezzo e farsi restituire i denari pagati per un mezzo che evidentemente, allo stato, non può circolare in Italia.

sentenza bici elettrica avv. Giovanni Longo Pisa

https://www.pisatoday.it/cronaca/bici-elettrica-motorino-multe-confconsumatori-pisa.html

https://www.quinewspisa.it/pisa-bici-elettrica-non-conforme-multe-per-2700-euro.htm

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