Querela di falso in grado di appello: ammissibilità.

querela di falso ex art. 221 c.p.c. in grado di appello

querela di falso ex art. 221 c.p.c. in grado di appello

Querela di falso in grado di appello: ammissibilità.

La querela di falso è proponibile, ex art. 221 c.p.c., in qualsiasi stato e grado del giudizio, anche nei di casi di precedente riconoscimento della sottoscrizione.

 

Secondo la Corte di Appello, ben può il soccombente in primo grado, sulla base di un documento non disconosciuto, proporre querela di falso per la prima volta in grado di appello.

Secondo gli approdi esegetici della Corte regolatrice (Cass. 12.6.1987, n. 5131; id. 10.6.1996 n. 5350; id. 23.12.2014 n. 27535) da cui il Collegio non ha ragione di discostarsi, avverso la scrittura privata espressamente o tacitamente riconosciuta è proponibile la querela di falso anche qualora si voglia impugnare la riferibilità della sottoscrizione al suo autore apparente, dal momento che l’intervenuto riconoscimento esclude solamente che colui al quale la sottoscrizione è attribuita possa limitarsi a disconoscere la sottoscrizione addossando l’onere della verificazione alla parte che del documento voglia avvalersi, ma non si pone come accertamento di autenticità di autenticità non altrimenti impugnabile (anche Cass. 17.11.2004, n. 21744);

che, invero, come chiarito dal giudice della nomofilachia (Cass. 23.5.2012, n. 8162), la querela di falso è proponibile, ex art. 221 c.p.c., in qualsiasi stato e grado del giudizio, anche nei di casi di precedente riconoscimento della sottoscrizione, tra cui quello che si verifica, allorquando, alla produzione in giudizio del documento, la controparte cui la sottoscrizione sia stata attribuita o contro la quale la scrittura sia stata prodotta, non la disconosca o non dichiari di non conoscerla, nella prima udienza o nel primo atto difensivo successivo alla produzione, posto che, una volta verificatasi tale situazione processuale, alla parte che non abbia operato il tempestivo disconoscimento non resta che ricorrere alla querela di falso, alla cui proponibilità l’art. 221 c.p.c., proprio in considerazione della particolarità del rimedio e delle rigorose forme che, nei successivi articoli, ne disciplinano l’esperimento, non pone limitazioni di sorte, quanto al grado e stato del giudizio.

ordinanza su querela di falso in appello

 

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